“Poesia come arte che insorge”

E non sarà della sua morte che parlerò, non sarà del ricordo o della nostalgia: parlerò solo di quell’attivismo civico che diventa linguaggio per tornare corpo e riposizionare la biologia dell’etica dentro gli scheletri dell’umano. Ferlinghetti ci dimostra l’immortalità della parola poetica, anche il giorno della sua morte.

“I poeti di sette anni”

Rimbaud giovanissimo scrive dell’esser poeta a sette anni, dell’austerità delle madri scritturate ai libri del dovere, di sciami di altri bimbi vagamente familiari e così tanto estranei, della Bibbia da leggere e del segreto oppresso, dell’amore negato a un Dio che non ama e del sogno in cui dal sacro pube d’infante si prende ilContinua a leggere ““I poeti di sette anni””

Fimmina che legge dialoga con me…

…di poesia, di linguaggio, di società. https://www.facebook.com/1122245341199925/posts/3672249459532821/?d=n

“Canzoniere della morte” 2

Cosa può accadere di più a un uomo che essere solo? Gli spetta forse una sola morte, a fronte delle molte semi-morti mortali che toccano a chi di fama vuol vivere (e morire)? E se la fama fosse un bavaglio, un sonnifero dell’empatia, una sentenza autoimposta di rarefazione del sé? Ne vale la pena? SalvatoreContinua a leggere ““Canzoniere della morte” 2”

“Canzoniere della morte”

Salvatore Toma è un giovanissimo poeta salentino nato a metà degli anni ‘50 che non si è mai staccato dal grembo materno della terra che l’ha partorito e in cui rintraccia un profondo misticismo, incondivisibile con i coetanei, quasi animistico nella coraggiosa impresa di cercare quel che serve in questo mondo e pensare costantemente allaContinua a leggere ““Canzoniere della morte””

“Morirai”

La voce letteraria di Alda Merini risuona chiara nello strombazzare dell’ignavia del perbenismo della modernità che rifugge la pazzia e l’inferno ammettendo di poter morire d’arte (e d’amore) quando d’arte (in amore) si muore se non la si vive attraverso il suo (il nostro) corpo di mille diavoli. Lasciamoci impazzire.