Pillole Poetiche

“Caldo buono”

Raffaele Carrieri, poeta tarantino dei primi del ‘900, ci offre una poesia in movimento, ricca di metriche differenti e tensioni intime che si rivelano per brevi istanze cronologico-emotive prima che linguistiche. Tratta da Poesie scelte 1976, Arnoldo Mondadori editore.

“Bocca immonda”

Dalla “bocca immonda” del femminile, rosso sangue mestruale, rosso sofferto, rosso vino e ciliegie e letture e parti fisico-psichici, rosso tramonto e rosso scarlatto delle lettere che ci sono state impresse e ci siamo strappate via dalla pelle a sangue, ancora sangue, rosso d’ogni origine.

“Padre Nostro”

Cos’è l’atipoesia se non una poesia che rivela senza indugi e si oppone a se stessa chiosando contro le maree della società? Nicanor Parra si appella a un Padre Nostro molto bisogno del perdono umano: ecco l’umanità del divino e la sacralità dell’uomo che si uniscono nella stessa anti-preghiera. Bompiani.

“Sesso, consolazione della miseria”

“Sesso, consolazione della miseria” nella “facilità dell’amore” è antropologia del degrado ed evidenza di come l’anatema abbia in sé il potere di demolire e salvare, vanificare ed elevare, disumanizzare e, poi, riumanizzare. Da “La religione del mio tempo” di un immortale Pasolini, Garzanti Libri.

“Serata romana”

“Serata romana” in cui si vaga per la città come fosse una vita, una vita intera di sampietrini e fontane, si percorre in modo ossessivo, agghiacciante, in perdurante monito di (certi) tintinnii familiari che non dicono altro che cucina, abitudine e millenari pasti consumati all’ombra di “misere mete”. Accontentarsi è viltà, essere diversi è innocenzaContinua a leggere ““Serata romana””

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