La bellezza ci parla, ci sfinisce, ci adula e ci tramortisce, ci porta sui palmi per scagliarci contro noi stessi. La bellezza fa bella se stessa ma non piange e non ride. La bellezza è nella bocca del poeta che la vomita sulla terra. C. Baudelaire.
Archivi dell'autore:Gisella Blanco
“Benedizione”
Cosa accade al mondo quando sorge un poeta? E cosa pensa l’affranta madre di un poeta che se lo vede sorgere dal grembo? Redenzione o dannazione. Benedizione, forse. Charles Baudelaire in I fiori del male, quartine di alessandrini in rime alternate.
“Al lettore”
I Fiori del Male, la poesia preliminare che rappresenta anche un prologo, un avvertimento e, insieme, una summa. Quartine di alessandrini a rime embrassées, baciate (dodici sillabe divise in emistichi di 6 con accenti sulla dodicesima) che parlano dell’uomo com’è e non come dovrebbe essere. Raffinato mostro di sempre.
“Cartografie del silenzio” di Adrienne Rich
Al buio non si capisce bene chi è. Un padre, un antico amante, un feroce amico o la parte rauca della propria voce? Fatto sta che era certo che la conosceva bene, meglio di come lei conoscesse se stessa e ciò indusse lei a mutilarsi e lui a morire del sangue della figlia, “veleno sacro”Continua a leggere ““Cartografie del silenzio” di Adrienne Rich”
“Cartografie del silenzio”
Se una donna pensa, dorme insieme ai mostri ma, a ben vedere, mi convinco per motivate ragioni d’evidenza, che un mostro che si rispetti non può dormire se una donna gli pensa accanto. Ma ci sono cose cose più spaventose di un mostro insonne: un baule pieno di rimedi per stare meglio, probabilmente già scadutiContinua a leggere ““Cartografie del silenzio””
“Insondato”
Quanta lucidità ci spiega la nostalgia di Adrienne Rich per tutte le terre che le carte geografiche ci avevano illusi di tracciare e, invece, ci sfuggono se non nella selezione naturale delle coordinate di cui siamo intimamente dotati, ciascuno per i fatti suoi, rivelazione del sé sull’unica sponda di cui abbiamo contezza (forse): noi stessi.Continua a leggere ““Insondato””
“Perorazione”
Goliarda Sapienza, invasa da un estro poetico che diserta qualsiasi corrente di qualsiasi tempo, per un sentiero poetico che rimase incompreso (del tutto ingiustamente) per oltre mezzo secolo, attraversa il tema del lutto, il feroce distacco dalle origini affettive, culturali e geografiche, la vitalità d’esser donna spaccata in mille pezzi di cui rimangono -e siContinua a leggere ““Perorazione””
“Ancestrale” e la Sicilia.
Nascere in Sicilia è una vena varicosa che si gonfia e attraversa tutto il corpo della vita. Se sei donna, poi, guai a osare uno scherzo fuori di casa -potrebbero vederti- e guai a scorrazzare sola -è colpa tua che ti ferisci-. Guai se cadi -potrebbero vedere il tuo sangue, le tue cosce e ilContinua a leggere ““Ancestrale” e la Sicilia.”
“Ancestrale”
Come avrebbero mai potuto ammettere l’altezza della cifra poetica di Goliarda Sapienza, gli intellettuali italiani degli anni Cinquanta? Come sarebbe mai stato accettabile che una donna della borghesia colta parlasse così autonomamente d’essere amante strutturata sulla devozione al piacere (e piacersi), d’essere cleptomane dello stesso sperma profuso senza volontà di paternità, d’essere misura di quellaContinua a leggere ““Ancestrale””
“L’amore passa”
Non so cosa accade a voi, ma io trovo lancinante questo aforisma rimato che non è una poesia, non è un canto, non è un pensiero, non è un’idea. Forse è solo un grido, un grido che arriva dal basso della pagina e si propaga, dilaga. la Feltrinelli