Nella raccolta “Ombra” Federico García Lorca sonda paesaggi, scenari naturalistici, linee di spazio e di tempo per giungere all’intuizione più soggettiva e, insieme, più inclusiva: l’emozione. Garzanti.
Archivi dell'autore:Gisella Blanco
“Giardino cinese”
Nella raccolta “Castello di fuochi artificiali bruciato in occasione del compleanno del poeta”, F. García Lorca, mettendosi sempre dalla parte della fragilità, ne rintraccia tutta l’evocativa potenza creatrice e distruttrice. A questo servono i denti di una bambina: a sbrindellare le false, adulte grandezze. Garzanti Libri
“Altrui e mia”
Andrea Zanzotto in Vocativo, “Altrui e mia”, attraverso un contorto e fibrillante flusso psichico torna alla sua origine in una madre bambina. È luglio, le cicale inquietano il primo mattino d’estate, nasce infante una madre ed è già tormento torrido, sete di latte, latte di sete per il figlio che verrà tra le fiamme diContinua a leggere ““Altrui e mia””
“Fiume all’alba”
In Vocativo, l’io ormai nevrotico di Andrea Zanzotto, benché “grammaticalizzato” da un immaginario che polemizza contro il divenire storico dis-umanizzato, si compie nel linguaggio poetico che diviene etica psichica, ardente, ibridata, drammatica. Libri Mondadori.
“Nascere”
È una mia poesia contenuta nell’antologia (autori vari) Inno alla morte, curata da Bruno Mohorovich e pubblicata da Bertoni Editore.
“Gli dèi della Grecia”
Friedrich Schiller saggista, filosofo, poeta e drammaturgo tedesco della seconda metà del Settecento, pressoché ignorato come poeta in Italia, forse per via del giudizio negativo di Benedetto Croce sul suo approccio alla poesia, filosofico e poco romanticistico (ma qualcosa mi fa pensare che il suo pensiero sulla religione abbia sancito una certa ostilità della criticaContinua a leggere ““Gli dèi della Grecia””
“Si cade”
Mariangela Gualtieri scrive al plurale, liricizza una pluralità che è società, ambiente, dimora, vestigia, palcoscenico, in cui rintraccia la salvezza di ciascun membro (umano e non) lì dove è più nascosta, nel petto, nel sangue, nella fragilità dei corpi e delle loro strutture spirituali. Einaudi editore, Quando non morivo.
“Ti ho amata da sempre”
Michele Mari ha amato una donna-la stessa, nonostante tutte le altre- per trent’anni in silenzio- così dice nelle poesie e non si deve chiedere altro-. Il silenzio è diventato spazi bianchi tra lo scriversi, tra il senso e l’osceno, tra chi ignora e chi presume e poi la convinzione, l’unica, che può amare solo chiContinua a leggere ““Ti ho amata da sempre””
“Togliete”
Michele Mari è stato molto discusso per la sua opera poetica “Cento poesie d’amore a Ladyhawke” in cui ha raccolto componimenti giovanili (forse non solo) su un amore rimasto inespresso per trent’anni. Lo stile sarcastico e ludico ne mettono in risalto la forte volontà di risultare cinico lì dove sembra anche più romantico, feroce violentoContinua a leggere ““Togliete””
“Coincidere”
Michele Mari, scrittore, poeta, saggista, traduttore e accademico milanese contemporaneo, per trent’anni ha evocato e rievocato un amore rimasto embrione dai banchi di scuola, dal quale è nato un canzoniere di cento poesie romantiche che sono anche mirabili pastiche e, molto probabilmente, lì dove risultano più taglienti sono, anche e sopratutto, prodigiosi divertissement, ricchi diContinua a leggere ““Coincidere””