“Notti sulla baia di Hackett”

Mark Strand, talentuoso poeta canadese nato negli anni ‘30, racconta una realtà in cui molto spesso è notte e la luna è quel riflesso argenteo che addensa le ombre di tutte le cose. La vita umana è il contrasto con il riflesso luminoso, quella scia vitalistica che conduce da un’altra parte, non prima-però- di avereContinua a leggere ““Notti sulla baia di Hackett””

“L’infinito”

L’Infinito, la lirica più famosa dei Canti leopardiani, è ancora oggetto di indagine e incertezze critiche perchè, tra le sue marcate figure retoriche (enjambement, anastrofi, polisindeti), lascia ancora un profondo horror vacui sui suoi molteplici e multiformi significati che, nella loro innovazione rispetto ai canoni precedenti, forse più concettuale che formale, riesce sempre a spaesareContinua a leggere ““L’infinito””

“Montagne”

Adam Zagajeski, poeta e saggista polacco di cui non parlerò della vicinissima morte ma solo della vita, mostra una stupefacente lucidità nell’indagine delle cose meno chiare, quelle che sono così vaghe da non poter essere descritte ma solo percepite. Se la poesia, quella coraggiosa e consapevole di tutta l’inconsapevolezza che deve attraversare, non può prescindereContinua a leggere ““Montagne””

“Film-anni Sessanta”

Wislawa Szymborska, premio Nobel nel 1996, con la buona pace dei detrattori, è senza dubbio una voce fuori dal coro, non riducibile a un movimento preciso che, con la sua ironia, racconta la ferocia delle piccole cose e ci mostra quanto siano gigantesche, così come lo siamo (o possiamo essere) noi. E se il DioContinua a leggere ““Film-anni Sessanta””

“Canzone delle ragazze morte”

Gabriela Mistral, premio Nobel nel 1945, poetessa, educatrice e femminista dall’incredibile impegno civile e politico verso i discriminati, le donne e i diritti umani, ci regala una poesia delle piccole cose che, con grande afflato panico, abbraccia l’universale nel dettame del soggettivo, il sacro nella parola del quotidiano e ogni origine nell’eversione della maternità cheContinua a leggere ““Canzone delle ragazze morte””