“Tacete, o maschi”

“Tacete, o maschi” è una poesia della poetessa marchigiana Leonora della Genga, esponente di un petrarchismo politico e sociale (e non solo amoroso) e ritenuta inventrice di “sonetti scherzando perpetuamente con due voci” (che non so quanto sia effettivamente un riconoscimento di lode), ci dice, già nel 1300, come le donne, a pieno diritto, potesseroContinua a leggere ““Tacete, o maschi””

“Triste riva”

La parola non assolutizza ma definisce nella vaghezza dell’emozione attraverso la trasfigurazione della natura nominalistica e aggettivata in stratificazione esistenziale, visione psichica, disvelamento orfico che si appunta nel sapore caldo della saliva d’un amore, d’un lutto o di uno dei molteplici sé. Giorgio Caproni nella raccolta “Ballo a Fontanigorda”. Garzanti Libri

“Iscrizione”

Se l’enjambement è l’accavalciamento delle parti di una strofa per imprimere un andamento specifico di ritmo, la poesia di Giorgio Caproni è l’ossimorica stretta elastica del senso al suono e del sentimento alla parola, così sottile, gentile, attenta e prudente da poter essere, Giorgio, a ragion veduta, l’ultimo poeta che può scrivere assonanze come “cuoreContinua a leggere ““Iscrizione””

“Nebbia”

Tratta dalla raccolta “Congedo del viaggiatore cerimonioso & altre prosopopee”, in “Nebbia” Giorgio Caproni con il suo eccentrico pacato post-ermetismo che Pasolini definisce “espressionista” perché supera, con il moto dell’emozione, l’impressione cromatica dell’esistenza rarefatta in endecasillabi, sguaina la spada gommosa della parola che diventa interiezione psichica ed evento ordinante dell’ammonizione al razionalismo. D’altronde, come scrisseContinua a leggere ““Nebbia””

“Frequentando gli angeli”

Anne Sexton, il mio attuale grande amore letterario, scrive “Frequentando gli angeli” che, a mio parere, è una delle sue poesie più intense, quando era già “stanca del sesso delle cose”, stanca di esser donna al modo delle donne o al modo degli uomini che pensano di sancire la forma d’una donna. Anne era stancaContinua a leggere ““Frequentando gli angeli””

“Le posizioni del dolore”

Chi ha assistito la propria madre in ospedale lo sa, lo sa che non avrebbe trovato chi trova le vene, che non avrebbe visto visitatori che trovano stanze da visitare e che il telecomando no, non si sarebbe trovato, perché quel dolore, quel dolore lì di quando assisti tua madre in ospedale quell’ultimo giorno suoContinua a leggere ““Le posizioni del dolore””

“Paolo e Francesca”

Esiste una legge universale per la quale chi è amato debba, a sua volta, amare necessariamente? L’amore è una forza centripeta biunivoca o può essere anche centrifuga e univoca? E, in ultima analisi, l’amore è espiazione, forza salvifica o ulteriore sensuale condanna? Che ne pensate? Paolo e Francesca, Inferno Canto V. 101-118. Hoepli.