“Paolo e Francesca”

Esiste una legge universale per la quale chi è amato debba, a sua volta, amare necessariamente? L’amore è una forza centripeta biunivoca o può essere anche centrifuga e univoca? E, in ultima analisi, l’amore è espiazione, forza salvifica o ulteriore sensuale condanna? Che ne pensate? Paolo e Francesca, Inferno Canto V. 101-118. Hoepli.

“Altrui e mia”

Andrea Zanzotto in Vocativo, “Altrui e mia”, attraverso un contorto e fibrillante flusso psichico torna alla sua origine in una madre bambina. È luglio, le cicale inquietano il primo mattino d’estate, nasce infante una madre ed è già tormento torrido, sete di latte, latte di sete per il figlio che verrà tra le fiamme diContinua a leggere ““Altrui e mia””

“Gli dèi della Grecia”

Friedrich Schiller saggista, filosofo, poeta e drammaturgo tedesco della seconda metà del Settecento, pressoché ignorato come poeta in Italia, forse per via del giudizio negativo di Benedetto Croce sul suo approccio alla poesia, filosofico e poco romanticistico (ma qualcosa mi fa pensare che il suo pensiero sulla religione abbia sancito una certa ostilità della criticaContinua a leggere ““Gli dèi della Grecia””

“Si cade”

Mariangela Gualtieri scrive al plurale, liricizza una pluralità che è società, ambiente, dimora, vestigia, palcoscenico, in cui rintraccia la salvezza di ciascun membro (umano e non) lì dove è più nascosta, nel petto, nel sangue, nella fragilità dei corpi e delle loro strutture spirituali. Einaudi editore, Quando non morivo.

“Ti ho amata da sempre”

Michele Mari ha amato una donna-la stessa, nonostante tutte le altre- per trent’anni in silenzio- così dice nelle poesie e non si deve chiedere altro-. Il silenzio è diventato spazi bianchi tra lo scriversi, tra il senso e l’osceno, tra chi ignora e chi presume e poi la convinzione, l’unica, che può amare solo chiContinua a leggere ““Ti ho amata da sempre””