Esiste una legge universale per la quale chi è amato debba, a sua volta, amare necessariamente? L’amore è una forza centripeta biunivoca o può essere anche centrifuga e univoca? E, in ultima analisi, l’amore è espiazione, forza salvifica o ulteriore sensuale condanna? Che ne pensate? Paolo e Francesca, Inferno Canto V. 101-118. Hoepli.
Archivi dell'autore:Gisella Blanco
“Cosa poteva”
Lawrence Ferlinghetti indaga origini, nascita, morte, curiosità, vitalismo ed erotismo con immagini fortemente educative che suscitano tribolazione lì dove ci elevano alla più intensa e mai banale joie de vivre.
“Pipistrello”
Nella raccolta “Ombra” Federico García Lorca sonda paesaggi, scenari naturalistici, linee di spazio e di tempo per giungere all’intuizione più soggettiva e, insieme, più inclusiva: l’emozione. Garzanti.
“Giardino cinese”
Nella raccolta “Castello di fuochi artificiali bruciato in occasione del compleanno del poeta”, F. García Lorca, mettendosi sempre dalla parte della fragilità, ne rintraccia tutta l’evocativa potenza creatrice e distruttrice. A questo servono i denti di una bambina: a sbrindellare le false, adulte grandezze. Garzanti Libri
“Altrui e mia”
Andrea Zanzotto in Vocativo, “Altrui e mia”, attraverso un contorto e fibrillante flusso psichico torna alla sua origine in una madre bambina. È luglio, le cicale inquietano il primo mattino d’estate, nasce infante una madre ed è già tormento torrido, sete di latte, latte di sete per il figlio che verrà tra le fiamme diContinua a leggere ““Altrui e mia””
“Fiume all’alba”
In Vocativo, l’io ormai nevrotico di Andrea Zanzotto, benché “grammaticalizzato” da un immaginario che polemizza contro il divenire storico dis-umanizzato, si compie nel linguaggio poetico che diviene etica psichica, ardente, ibridata, drammatica. Libri Mondadori.
“Nascere”
È una mia poesia contenuta nell’antologia (autori vari) Inno alla morte, curata da Bruno Mohorovich e pubblicata da Bertoni Editore.
“Gli dèi della Grecia”
Friedrich Schiller saggista, filosofo, poeta e drammaturgo tedesco della seconda metà del Settecento, pressoché ignorato come poeta in Italia, forse per via del giudizio negativo di Benedetto Croce sul suo approccio alla poesia, filosofico e poco romanticistico (ma qualcosa mi fa pensare che il suo pensiero sulla religione abbia sancito una certa ostilità della criticaContinua a leggere ““Gli dèi della Grecia””
“Si cade”
Mariangela Gualtieri scrive al plurale, liricizza una pluralità che è società, ambiente, dimora, vestigia, palcoscenico, in cui rintraccia la salvezza di ciascun membro (umano e non) lì dove è più nascosta, nel petto, nel sangue, nella fragilità dei corpi e delle loro strutture spirituali. Einaudi editore, Quando non morivo.
“Ti ho amata da sempre”
Michele Mari ha amato una donna-la stessa, nonostante tutte le altre- per trent’anni in silenzio- così dice nelle poesie e non si deve chiedere altro-. Il silenzio è diventato spazi bianchi tra lo scriversi, tra il senso e l’osceno, tra chi ignora e chi presume e poi la convinzione, l’unica, che può amare solo chiContinua a leggere ““Ti ho amata da sempre””