“Cartografie del silenzio”

Se una donna pensa, dorme insieme ai mostri ma, a ben vedere, mi convinco per motivate ragioni d’evidenza, che un mostro che si rispetti non può dormire se una donna gli pensa accanto. Ma ci sono cose cose più spaventose di un mostro insonne: un baule pieno di rimedi per stare meglio, probabilmente già scadutiContinua a leggere ““Cartografie del silenzio””

“Insondato”

Quanta lucidità ci spiega la nostalgia di Adrienne Rich per tutte le terre che le carte geografiche ci avevano illusi di tracciare e, invece, ci sfuggono se non nella selezione naturale delle coordinate di cui siamo intimamente dotati, ciascuno per i fatti suoi, rivelazione del sé sull’unica sponda di cui abbiamo contezza (forse): noi stessi.Continua a leggere ““Insondato””

“Perorazione”

Goliarda Sapienza, invasa da un estro poetico che diserta qualsiasi corrente di qualsiasi tempo, per un sentiero poetico che rimase incompreso (del tutto ingiustamente) per oltre mezzo secolo, attraversa il tema del lutto, il feroce distacco dalle origini affettive, culturali e geografiche, la vitalità d’esser donna spaccata in mille pezzi di cui rimangono -e siContinua a leggere ““Perorazione””

“Ancestrale” e la Sicilia.

Nascere in Sicilia è una vena varicosa che si gonfia e attraversa tutto il corpo della vita. Se sei donna, poi, guai a osare uno scherzo fuori di casa -potrebbero vederti- e guai a scorrazzare sola -è colpa tua che ti ferisci-. Guai se cadi -potrebbero vedere il tuo sangue, le tue cosce e ilContinua a leggere ““Ancestrale” e la Sicilia.”

“Ancestrale”

Come avrebbero mai potuto ammettere l’altezza della cifra poetica di Goliarda Sapienza, gli intellettuali italiani degli anni Cinquanta? Come sarebbe mai stato accettabile che una donna della borghesia colta parlasse così autonomamente d’essere amante strutturata sulla devozione al piacere (e piacersi), d’essere cleptomane dello stesso sperma profuso senza volontà di paternità, d’essere misura di quellaContinua a leggere ““Ancestrale””

“Delitto in interno familiare”

Era il ‘96 quando acquistai questa raccolta sarcastica in rime alternate, baciate o incrociate. Non so se, ai tempi, sapessi del femminicidio, se lo nominassi, se lo oggettivassi ma, di sicuro, la violenza di genere non è una faccenda generazionale. Prima o poi l’amore arriva di Stefano Benni ci da un quadro goliardico e grottescoContinua a leggere ““Delitto in interno familiare””

“Diario in tre lingue”

Il trilinguismo per Amelia Rosselli è incarnazione una e trina in cui far risorgere i morti (la madre, il padre assassinato) e umanizzare nel “lapsus” (Amelia definiva così la sua poesia) la gestazione di se stessa, divina abbastanza per scrivere un Diario in tre lingue che sonda il tempo, i letterati della storia e laContinua a leggere ““Diario in tre lingue””