Il Porto Sepolto

Giuseppe Ungaretti, attraverso una brevitas libera da metrica, disvela l’atavica fragilità umana nella lievità di elementi naturali che diventano rivelazione di energia panica salvifica. Il dolore coincide con la sua possibilità di rivoluzione, il suo apice è la sua liberazione da se stesso o, se si preferisce, da noi stessi. Poesia Mondadori.

“Serata romana”

“Serata romana” in cui si vaga per la città come fosse una vita, una vita intera di sampietrini e fontane, si percorre in modo ossessivo, agghiacciante, in perdurante monito di (certi) tintinnii familiari che non dicono altro che cucina, abitudine e millenari pasti consumati all’ombra di “misere mete”. Accontentarsi è viltà, essere diversi è innocenzaContinua a leggere ““Serata romana””

“Ballata delle madri”

Questa notte ho sognato di difendermi da un attacco di un detrattore con il nome di un poeta che, nella sua aura psichica e artistica, avrebbe fatto valere la voce di chi lo nomina ancora: Pasolini. Ed eccomi qui con “Poesia in forma di rosa”, raccolta pubblicata da Garzanti nel 1964 e la poesia “BallataContinua a leggere ““Ballata delle madri””