“Conati di libertà”

Se “nel vino vi era anche una grossa intuizione: la gioventù”, Amelia Rosselli ci suona, con la musicalità delle sue parole, la vertigine di un vuoto, l’immagine di un passato che può essere di chiunque e la vaghezza d’oggi che risuona in ogni verbo declinato al passato che ci declina esso stesso, in qualche modoContinua a leggere ““Conati di libertà””

Da “Serie ospedaliera”

Amelia Rosselli crea con il verso uno spartito immaginario e immaginifico in cui rimaniamo impigliati con la grazia dell’affronto e in sospensione appesi per la gola “vivendo la vita”. E se capita di bestemmiare, no, non rischiamo di coprire il comando. Andiamo avanti (o andiamo via) con un “ticchettio di scarpe sul selciato”. Non poteteContinua a leggere “Da “Serie ospedaliera””

“Nell’atrio, in attesa”

Avete presente quando una poesia riesce a bloccarvi il fiato in gola, rendendo quella complessità, insita tra le parole e il bianco degli spazi, la necessaria ermeneutica della mente che tratta la carne e della carne che lavora il pensiero? È appena accaduto ciò, all’altezza dello sterno in subbuglio che si era accostato a unaContinua a leggere ““Nell’atrio, in attesa””

Il mito del gatto per Dario Bellezza

Il mito del gatto è un tema ricorrente in ogni forma d’arte. Per Dario Bellezza, i suoi amici solitari, nella loro innocenza animalesca rappresentano il tramite lirico tra il poeta e il suo travagliato io, dilaniato tra l’afflato alla provocazione e la depressione del decadimento sociale. Un gatto, si sa, vive una nobiltà intrinseca eContinua a leggere “Il mito del gatto per Dario Bellezza”

Dario Bellezza, Roma e gatti

Dario Bellezza, nella sua Roma degli anni Sessanta, in un viscerale e asfittico relazionarsi alla società che non corrisponde i suoi intenti di protesta, ritrova nel gatto la fulgida armonia-seppur sempre nostalgica e sofferta- tra il suo io esperenziale, prima che lirico, e la parola poetica che si fa rappresentazione scabra di un erotismo cheContinua a leggere “Dario Bellezza, Roma e gatti”