Louise Michel: è che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica
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La mia nota su Anne Sexton
Anne Sexton, Il Libro della Follia, ( La Nave Di Teseo, 2021)
“Antenati”
Cari amici #ILibrofili, vi propongo le strofe finali di “Antenati” di Cesare Pavese che descrive la solitudine dell’abitudine, la pietrificazione dell’indolenza, l’atto d’imparare le ghettizzazioni di generi, di luoghi e di tempi, del consolidarsi in tutti e nessuno. Ogni cosa è immobile nel movimento del ricordo.Questa è una antica edizione Poesia Mondadori del 1970.
“Incontro”
Cesare Pavese ci descrive un amore archetipico, impalpabile, risalente al passato e denso di tutto l’oggi che si possa vivere. Si ricorda ma non si comprende, come un oblio macilento e dilaniante che sopravvive di memoria senza nome. Libri Mondadori.
“Donne”
La prima edizione della raccolta (con buona pace di chi, quest termine, lo repelle pur facendo parte della nostra lingua italiana) “La barca” di Mario Luzi, nella sua prima edizione apparsa nel 1935 per Guanda Editore, inizia proprio con questa poesia dedicata alle donne.Mi vorrei soffermare non tanto sul senso endogeno del testo, ripetutamente indagatoContinua a leggere ““Donne””
“La notte”
Nel giorno in cui si può tornare ad essere, la notte conoscerà la miseria dell’ostilità al buio e le stelle saranno coscienza. Alejandra Pizarnik in “Poesia completa”, Lietocolle.
“La signora Icaro”
Quel vizio insopportabile, disgustoso, inattuale, demagogico, arrogante di dire le cose come stanno. Quel vizio assurdo dell’indipendenza dal mito degli altri. Carol Anne Duffy in La moglie del mondo, Le lettere Edizioni.
“La tartaruga”
Tra i vecchi libri di mamma Liliana c’è sempre stata questa copertina con una scimmia ben vestita e dalla posa politica. È di politica e umanità che parla Carlo Alberto Salustri, conosciuto come Trilussa. Nei suoi sonetti, il poeta narra di favole della borghesia romana in cui gli animali interpretano caratteri e ruoli umani. LaContinua a leggere ““La tartaruga””
“Il gatto”
Tra simbolismo, futurismo e surrealismo, il gatto, simbolo dei simboli, rimbalza tra i versi aforistici di Apollinaire in una linearità sinuosa e accattivante, come l’amore per la modernità. Passigli editore
“Dalla lunga festa triste”
Mark Strand, attraverso il suo pessimismo quasi nichilista, ci regala versi nostalgici che rievocano memorie assimilanti di uomini e di oggetti come se lo spazio fosse una contrita danza di timida gioia da non dire. Da “L’ora tarda”, @Librimondadori.