Adam Zagajeski, poeta e saggista polacco di cui non parlerò della vicinissima morte ma solo della vita, mostra una stupefacente lucidità nell’indagine delle cose meno chiare, quelle che sono così vaghe da non poter essere descritte ma solo percepite. Se la poesia, quella coraggiosa e consapevole di tutta l’inconsapevolezza che deve attraversare, non può prescindereContinua a leggere ““Montagne””
Archivi dell'autore:Gisella Blanco
“Ritorno”
Che disastro esistenziale, la primavera. Trappola per il migliore istinto, budella di un corpo scomodo, vivisezione dell’umanità e schianto d’ogni velleità divina che fallisce nel dramma classico della gioia (dis-umana). Wislawa Szymborska, Adelphi Edizioni.
“Al mio cuore, di domenica”
Wislawa Szymborska è ben consapevole di quando dirsi grazie e del via vai che si crea quando ci si auto comunica la gratitudine, perfino di domenica, per un’innata diligenza alla disobbedienza. Adelphi Edizioni
“Film-anni Sessanta”
Wislawa Szymborska, premio Nobel nel 1996, con la buona pace dei detrattori, è senza dubbio una voce fuori dal coro, non riducibile a un movimento preciso che, con la sua ironia, racconta la ferocia delle piccole cose e ci mostra quanto siano gigantesche, così come lo siamo (o possiamo essere) noi. E se il DioContinua a leggere ““Film-anni Sessanta””
“Radici”
Di radici, di notti, di terre profonde verso il basso e apocalittici cieli lanciati in alto, di abbracci indefessi e di tutto ciò che si può imparare da se stessi: Gabriela Mistral in Sillabe di fuoco. Bompiani.
“Ballata del mio nome”
Gabriela Mistral e il suo spirito anti convenzionale attento e rivolto a difendere i molti diritti di chi vive con pochi diritti, prova a riscattare il primo diritto che sancisce nel suono l’identità: il proprio nome di donna. Bompiani.
“Canzone delle ragazze morte”
Gabriela Mistral, premio Nobel nel 1945, poetessa, educatrice e femminista dall’incredibile impegno civile e politico verso i discriminati, le donne e i diritti umani, ci regala una poesia delle piccole cose che, con grande afflato panico, abbraccia l’universale nel dettame del soggettivo, il sacro nella parola del quotidiano e ogni origine nell’eversione della maternità cheContinua a leggere ““Canzone delle ragazze morte””
“Frau Freud”
Cosa ci dice la signora Freud dei tanto acclamati-temuti-“sovradimensionati”-iperstimati-nobilitati-imbellettati-antropologizzati attributi maschili? Che sono un pelino strabici, poveretti. Carol Anne Duffy in La moglie del mondo, Le lettere Edizioni.
“Penelope”
Quando Carol Anne Duffy riscrive le storie delle donne, non lo fa parlando al loro posto o dando spazio a una finzione inverosimile della realtà: Carol si fa in mille pezzi e ciascun pezzo, staccatosi dal tutto, dal sé, dalla storia e dai condizionamenti sociali, è capace di dire quella verità che non aveva maiContinua a leggere ““Penelope””
“Berretto Rosso”
Con la lirica moderna e irriverente di Carol Anne Duffy, essere “La moglie del mondo” non è più così male, così stretto, così avvilente anzi, consente una riscrittura in HERStory che evade dalla tracotanza del femmineo per giungere al femminile, Radice di se stesso e di tutto il resto. Attraverso una vincente e avvincente eteronimia,Continua a leggere ““Berretto Rosso””