Ecco la mia nota sull’antologia di saggi di Maurice Blanchot, “L’amicizia”, ripubblicata da Marietti 1820. L’amicizia, proprio lì dove illude del suo soggettivismo, allarga l’orizzonte dell’ontologia nel linguaggio, introduce il neutro, innesca la presenza nella continuità endogena dell’assenza. Su Le città delle donne.it! Buona lettura. L’Amicizia, Maurice Blanchot (Marietti 1820)
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“Zoo”
Da “Le ragioni della collera” estraiamo la pietra del cranio, le ossa della vergogna, il bestiario che ci vive tra le costole e tutti i nostri flussi fisio-psichici che ci rendono orride figure di meraviglia pulsante. Questa collera è la materia del nascere. Julio Cortázar, Edizioni Fahrenheit 451
La mia nota critica a “Per diverse ragioni” di Domenico Brancale
Nella carne facciamo prova di noi stessi / che tutto è infinito sul punto di finire – Domenico Brancale, Per diverse ragioni
Ecco la mia nota sulla raccolta di racconti di Pia Rimini, dal titolo “L’amore muto”, edita da Readerforblind e con prefazione di Giulia Caminito.Per le Le città delle donne.
L’insostenibile fragilità del critico poetico
L’insostenibile fragilità del critico poetico
La mia intervista ad Anna Maria Farabbi sulla raccolta “Abse” per Atelier Poesia
Anna Maria Farabbi, intervista su ‘Abse’, a cura di Gisella Blanco
La mia recensione a “Spatriati” di Mario Desiati
Gli “Spatriati” di Mario Desiati
“Documento”
Amelia Rosselli nella raccolta Documento si districa tra il burocratismo psicologico e l’afflato barbarico dell’istinto, confessando di come l’innocenza ceda alla lusinga di una violenza per la via attraente e illusiva del piacere. Garzanti Libri.
“Io, Felicia”
Ecco la mia nota, per Le città delle donne.it, sulla monografia dedicata a Felicia Bartolotta Impastato, la madre di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nella Sicilia della fine degli anni Settanta.L’opera, edita da Navarra Editore, firmata e curata da Mari Albanese e Angelo Sicilia, contiene una nota di Luisa Impastato, nipote di Felicia e unaContinua a leggere ““Io, Felicia””
“La donna di picche”
Essere donna è (anche) la scelta di dire, di scrivere, di essere le stesse cose degli uomini, con tutto lo scalpore conseguente al fatto di non essere uomini.Se il linguaggio è la carne dell’individuazione, una donna potrà parlare del suo rapporto con se stessa, con la sua sessualità e con Dio, attraverso il suo corpo,Continua a leggere ““La donna di picche””