Da “Le ragioni della collera” estraiamo la pietra del cranio, le ossa della vergogna, il bestiario che ci vive tra le costole e tutti i nostri flussi fisio-psichici che ci rendono orride figure di meraviglia pulsante. Questa collera è la materia del nascere. Julio Cortázar, Edizioni Fahrenheit 451
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La mia nota critica a “Per diverse ragioni” di Domenico Brancale
Nella carne facciamo prova di noi stessi / che tutto è infinito sul punto di finire – Domenico Brancale, Per diverse ragioni
L’insostenibile fragilità del critico poetico
L’insostenibile fragilità del critico poetico
La mia intervista ad Anna Maria Farabbi sulla raccolta “Abse” per Atelier Poesia
Anna Maria Farabbi, intervista su ‘Abse’, a cura di Gisella Blanco
“Documento”
Amelia Rosselli nella raccolta Documento si districa tra il burocratismo psicologico e l’afflato barbarico dell’istinto, confessando di come l’innocenza ceda alla lusinga di una violenza per la via attraente e illusiva del piacere. Garzanti Libri.
“La donna di picche”
Essere donna è (anche) la scelta di dire, di scrivere, di essere le stesse cose degli uomini, con tutto lo scalpore conseguente al fatto di non essere uomini.Se il linguaggio è la carne dell’individuazione, una donna potrà parlare del suo rapporto con se stessa, con la sua sessualità e con Dio, attraverso il suo corpo,Continua a leggere ““La donna di picche””
“Aequator lentis”
Valerio Magrelli disvela l’arcano della carne, il nitore dell’ombra sulla pelle rarefatta nel desiderio che scompone, ricompone e moltiplica la presenza viscerale. Il pensiero soffre e si dilata nel corpo come principio del sé. “Poesie (1980-1992) e altre poesie”, Einaudi editore.
La mia intervista a Vittorino per Le città delle donne
Vittorino Curci: ”La verità è essenzialmente poetica”. Intervista
La mia recensione a “Poesie” di Vittorino Curci
Gisella Blanco su “Poesie (2020-1997)” di Vittorino Curci
“Topazio affumicato”
Lucio Piccolo, nella sua raccolta “Il gioco a nascondere”, riconduce la memoria al paesaggio e il paesaggio all’immaginario di uno scenario panormita in cui metrica e prosasticità si mischiano nell’ondulazione fonetica, linguistica e logica, proprio come accade tra i vicoli del centro storico di Palermo.