“Arresti frequenti”

L’alea del segno nella lingua-un segno dialogico, amoroso- comunica sull’orlo sdrucito della parola. La poesia è un letto di terra da allagare in un tempo non computabile, sui fianchi ramificati del desiderio, o di un dover essere che si compie nel se del sé. “Arresti frequenti, Poesie scelte 1965-2006”, di Michel Deguy, tradotto da MarioContinua a leggere ““Arresti frequenti””

“L’isola dei topi”

Vi parlo dell’ultima opera di Alberto Bertoni, “L’isola dei topi”, Einaudi editore. Su Laboratori Poesia. La flânerie del poeta contemporaneo riconduce la poesia e la poetica a una percezione panica della vita, attraverso quelle pratiche etiche del “Rendere strano e Spingere da parte” che, dal Novecento, non hanno mai smesso di influenzare gli intellettuali… BuonaContinua a leggere ““L’isola dei topi””

La mappa dei poeti italiani

In occasione del lancio del progetto “La mappa dei poeti italiani” di Laboratori Poesia e Alessandro Canzian, ho dialogato con Dino Ignani sulla sua preziosa famosa galleria di fotografie di poeti, “Intimi ritratti”. Abbiamo ripercorso le tappe della storia di questo lungo percorso e abbiamo incontrato, nel ricordo, molti dei nostri poeti più amati. SuContinua a leggere “La mappa dei poeti italiani”

“Ex madre”

Oggi inauguro la mia nuova collaborazione con Poesia del nostro tempo – per cui ringrazio la cara Silvia Rosa e tutta la redazione – con una sentita e commossa (proprio nel senso di “muoversi con”) nota alla silloge “Ex madre” di Francesca Del Moro (con contenuti critici di Rosaria Rosi Lo Russo e Luigi Carotenuto),Continua a leggere ““Ex madre””

Poesia e musicalità

Per parlare di poesia, il tempo e lo spazio non sono mai troppi. Un numero dedicato alla poesia è quello di marzo di Leggere:tutti che potete trovare in libreria e in edicola. Vi parlo del rapporto continuo, viscerale e necessario della poesia con la musicalità del verso – e con la musicalità intrinseca dell’assenza delContinua a leggere “Poesia e musicalità”

“Le campane”

Il pugnale della lingua nel plurale che tende alla sconoscenza – la posa del poeta che brandisce la violenza del vuoto – le cose lontane nel distacco del sé dalla bramosia del tempo – lo schianto ungarettiano che ricompone il lutto dello smarrimento – l’eleganza del segno netto sulla superficie inclinabile del suono. Chi sonoContinua a leggere ““Le campane””

Tombeau de Du Bellay

Ricercare il frammento per renderlo integro, assoluto alla frammentazione; scavare dell’identità, rinnovare la differenza dell’uno nella somma confusa e contundente del vuoto; ribaltare le moltitudini, lasciarle cadere nell’assoluzione impossibile del nome; ri-chiamar-si a quel sì che è tensione al rigetto, organo sempre estraneo del corpo sociale. Estratto di “Tombeau de Du Bellay” presente nel saggioContinua a leggere “Tombeau de Du Bellay”