Giovanni Raboni introduce la raccolta di Jacques Prévert tradotta da una giovane Vivian Lamarque iniziando così: “Ancora Prévert? Ma sì, ancora Prévert”. Ma era il 1994 e a me piace immaginare le mani della mia mamma che acquistarono questo libro Tea Edizioni, Poeti del nostro tempo, affinché io, oggi, nell’assenza di tutti loro, possa sentirmiContinua a leggere ““Sole di notte” di Jacques Prévert”
Archivi dell'autore:Gisella Blanco
“Conseguito silenzio” ancora…
Paul Celan, utilizzando il tedesco, lingua amaramente segnata dalla storia e nella storia, scoperchia il vero e la cicatrice, le nomina, le liricizza e rintraccia il continuo succedersi alla vita della vita, anche dopo la barbarie di tutta quella inconcepibile morte che continua a travasare dal ventre degli uomini, perfino di quelli che pensano diContinua a leggere ““Conseguito silenzio” ancora…”
“Conseguito silenzio”
È tardi, molto tardi ma solo vicino alla lama si rende dignità al sangue, quello di chi vive e di chi muore, di chi scrive e di chi si trafigge di silenzio. Paul Celan, Conseguito silenzio.
“È un pomeriggio di primavera”
Se “una donna si è messa ai fornelli e cucinando fiori canta”, dall’altra parte un uomo cieco la guarderà vedendo solo impurità lì dove, invece, tutto può essere. Anne Sexton in Poesie d’amore.
“Guerra civile”
Alla fine di una guerra civile, delle esequie di Dio e della fine della carne c’è un tempio di pelle viva dentro cui la donna canta se stessa. Anne Sexton in Poesie su Dio.
“Frenesia”
Tutti i giorni do corpo al Dio in cui crede la mia macchina da scrivere” e ci saranno angeli a spalancare finestre ma ogni sacralità non sarà che del cuore. Anne Sexton in Poesie su dio.
Epinicio 3 di Bacchilide.
Questo è uno stralcio di Epinicio di Bacchilide, poesia lirica corale dell’antica Grecia. Sembra proporre una visione scettica, disincantata e distaccata della gamma valoriale tipica dell’epos greco.
“La vita sessuale degli altri”
Voi datemi qualche ora mattutina e io vi scoverò poesie insolite, remote, indispettite e scorrette. Come in questo caso, che M. Atwood mette a nudo la brutalità del corpo per giungere all’insegna a neon dell’amore. Da questa parte!
“Alla conferenza sulla traduzione”
A che servono le parole se non a confondere lei e lui, mischiarli, dis-identificarli in un processo di nascita al contrario, un flusso grammaticale che si rende biologico e, perfino, metafisico? Servono anche per gli stupri, le parole: così sappiamo quanto è grave il tono, se ce lo dicono. E per il futuro: così sappiamoContinua a leggere ““Alla conferenza sulla traduzione””
Pillole poetiche…
…per creare valore anche nelle e attraverso le emozioni che non ci fanno stare bene! Ecco arrivato il Pronto Soccorso letterario, ogni lunedì alle 10 su Lab5 su Facebook!