Come avrebbero mai potuto ammettere l’altezza della cifra poetica di Goliarda Sapienza, gli intellettuali italiani degli anni Cinquanta? Come sarebbe mai stato accettabile che una donna della borghesia colta parlasse così autonomamente d’essere amante strutturata sulla devozione al piacere (e piacersi), d’essere cleptomane dello stesso sperma profuso senza volontà di paternità, d’essere misura di quellaContinua a leggere ““Ancestrale””
Archivi dell'autore:Gisella Blanco
“L’amore passa”
Non so cosa accade a voi, ma io trovo lancinante questo aforisma rimato che non è una poesia, non è un canto, non è un pensiero, non è un’idea. Forse è solo un grido, un grido che arriva dal basso della pagina e si propaga, dilaga. la Feltrinelli
“L’isola dell’amore”
Non vi approfittate di tutto questo amore che poi si rischia d’esser davvero liberi. Prima o poi l’amore arriva di Stefano Benni. la Feltrinelli
“Delitto in interno familiare”
Era il ‘96 quando acquistai questa raccolta sarcastica in rime alternate, baciate o incrociate. Non so se, ai tempi, sapessi del femminicidio, se lo nominassi, se lo oggettivassi ma, di sicuro, la violenza di genere non è una faccenda generazionale. Prima o poi l’amore arriva di Stefano Benni ci da un quadro goliardico e grottescoContinua a leggere ““Delitto in interno familiare””
“Serie Ospedaliera”
Con il cuore nel costato ci si spaventa delle piccole cose, degli analfabetismi onirici, del sangue che si versa sulle mani ma dentro la pelle affinché sancisca la brossura del corpo e di tutta questa notte. Amelia Rosselli in Serie Ospedaliera per Garzanti Libri.
“Diario in tre lingue”
Il trilinguismo per Amelia Rosselli è incarnazione una e trina in cui far risorgere i morti (la madre, il padre assassinato) e umanizzare nel “lapsus” (Amelia definiva così la sua poesia) la gestazione di se stessa, divina abbastanza per scrivere un Diario in tre lingue che sonda il tempo, i letterati della storia e laContinua a leggere ““Diario in tre lingue””
“Cantilena”
Amelia Rosselli, fra le sue prime composizioni, dedicò amabili brevi poesie all’amico Rocco Scotellaro. In questa, ci propone uno dei pochi Cristi che, seppure non siamo certi se continuare a divinizzarlo, ha la forma di cui abbiamo bisogno: il disincanto. Garzanti Libri.
“Dolcezza”
Quasi un testamento d’amore o un testamento di erotismo. Questi versi hanno l’ardire di struggerci e non lo fanno con la ferocia ma con tutta la dolcezza che possiamo vivere. Alda Merini in Clinica dell’abbandono. Einaudi.
“La donna di picche”
Cos’è un sogno se non la remissione di Dio all’impresa della carne che batte, si frantuma e in-definisce i confini lì dove si sperde il cuore? Alda Merini in La donna di picche. Einaudi.
“Albergo a ore e altre poesie”
La poesia è un rebus, un tranello, un escamotage per cadere- chiamiamola divertissement e scopriremo come morire ridendo. A volte non si intende se è ortonima o eteronima ma oggi vi dirò che non ha importanza: quando non c’è più una donna a cui poter raccontare l’amore, che sia amante, amica o madre, perfino laContinua a leggere ““Albergo a ore e altre poesie””