Che cos’è l’amore se non i nostri estremismi, la nostra nudità, i nostri orrori, gli insulti, gli indulti, la cerimonia dell’aria e l’incanto del soffocamento, che cos’è l’amore se non la nostra morte e la nostra rivoluzione? Che cos’è l’amore se non la nostra inesattezza migliore? E si può dire con convinzione, almeno una volta:Continua a leggere ““Innamorati””
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“I ragazzi che si amano”
Jacques Prévert è il poeta dell’Amore, di quell’Amore sofferto, agognato, scheggiato, scarnificato, strapazzato, abraso, smarrito e tradito che torna, torna sempre. Torna nel bambino, nel vecchio, nel cinico, nell’adolescente, nel politico, nel medico, nel barista, nella prostituta, nella ballerina, nei poeti, nei netturbini, in te, in me, Questo Amore rincasa, prima o poi, ci rapisceContinua a leggere ““I ragazzi che si amano””
“Questo amore”
Ci sono copertine che ci hanno accompagnato per moltissimi anni. Jacques Prévert e questa copertina di Quint Buchholz sono stati gli ispiratori di tutta la mia adolescenza romantica o, se vogliamo, del mio Romanticismo adolescenziale. Poi il Romanticismo, nella vita di una persona, diventata verismo, ermetismo e si tinge di espressionismo, si scopre che l’amoreContinua a leggere ““Questo amore””
“Il tramonto”
Hulme utilizza due immagini, una per narrare e una per lasciare immaginare, le integra, le rende reciproche dorsali liriche e, nell’abbandono del classicismo, si lascia poetare con una romantica modernità che è quasi sinapsi emotiva.
“Autunno [I]”
T. E. Hulme, con intuito modernista, si prodiga di ricreare visioni della realtà che trasmettano intuizioni emozionali più che forme concrete. Nelle sue poesie, spesso brevi, compaiono coppie di immagini che si sovrappongono a significare il significante e a immaginare l’inimmaginabile che attinge dalla parola poetica (mai estetica) la vis creativa di esondare la finitezzaContinua a leggere ““Autunno [I]””
“Configurazioni dell’ultima riva”
Houellebecq sembra parlare di una parte del suo corpo, la analizza, la banalizza, la individua nella “riproduzione del dramma” che sembra levare valore a ogni altra cosa. E se stesse parlando, invece, d’una improvvisa, inaspettata vecchiaia della parola poetica e, in ultima analisi, non di un segmento ma di tutto se stesso? La verità èContinua a leggere ““Configurazioni dell’ultima riva””
“La vita è rara”
Houellebecq poeta sì o no, il mondo si divide, lo scrittore attanaglia, comprime e decomprime, insulta, provoca, aizza, è triviale, è laconico, è spregiudicato. E se quello spazio oltre l’infanzia esistesse davvero, potremmo accettare d’essere persone?
“I poeti resistono”
Da uno scorcio di “I poeti resistono” di Margaret Atwood si capisce quanto siano presuntuosi i poeti, e arroganti, e saccenti. E se qualcosa sanno sul sesso, sulla polvere, sulla paura, se qualcosa sanno, fanno: la scrivono. Ponte delle grazie Edizioni.
“Se ciò che scrivono i profeti”
William Blake riflette sulle cose sante, sugli dei pagàni, sulle dita puntate di Dio e su come i criminali vengano riabilitati alla salvezza del sacrificio sulle bocche dei profeti per le quali non riusciamo, fino in fondo, a sembrare educati.
“Non cercare mai”
William Blake ci avverte: l’amore non detto è, forse, quello che più rimane a dirsi in silenzio. Traduzione di Giuseppe Ungaretti, immagine di Blake. Poesia Mondadori.