Potrebbe essere oggi, il mio quartiere romano a febbraio e, invece, sono le splendide parole di mezzo secolo fa di Leonardo Sinisgalli che osservava la luna da Prati e riusciva a farla stare dentro la cruna di un ago. Da lontano è tutto più chiaro.
Archivi dell'autore:Gisella Blanco
“Conati di libertà”
Se “nel vino vi era anche una grossa intuizione: la gioventù”, Amelia Rosselli ci suona, con la musicalità delle sue parole, la vertigine di un vuoto, l’immagine di un passato che può essere di chiunque e la vaghezza d’oggi che risuona in ogni verbo declinato al passato che ci declina esso stesso, in qualche modoContinua a leggere ““Conati di libertà””
Da “Serie ospedaliera”
Amelia Rosselli crea con il verso uno spartito immaginario e immaginifico in cui rimaniamo impigliati con la grazia dell’affronto e in sospensione appesi per la gola “vivendo la vita”. E se capita di bestemmiare, no, non rischiamo di coprire il comando. Andiamo avanti (o andiamo via) con un “ticchettio di scarpe sul selciato”. Non poteteContinua a leggere “Da “Serie ospedaliera””
“4)”
Me la riesco quasi a immaginare, l’esile Amelia Rosselli, nella sua mansarda di via del Corallo a Roma, china a scrivere questi versi, magari con uno dei suoi gatti sulle ginocchia. E se nelle sue labbra c’è un segno, una critica delle cose che non si preoccupa delle cose, con la penna si può imparareContinua a leggere ““4)””
“In sordina”
Verlaine e l’amore, Verlaine e la dissolutezza, Verlaine e l’eccesso, Verlaine e la solitudine, Verlaine e le sue donne e i suoi giovani uomini, Verlaine che sa già tutto ma ogni cosa domanda all’usignolo della sera.
“Le conchiglie”
Ci sono grotte piene di conchiglie e ciascuna sussurra qualcosa di incantevole e orrido, come un presagio o una rivelazione nell’alcova amorosa che copre e scopre prodigi e nefandezze umane. Verlaine in Feste da galanti.
“A una donna”
Tormentato e tormentoso Verlaine, tremante di terrore all’idea dell’abbandono e sedotto da una lussuria primordiale che lo conduce ad apici di violenza, di creatività e di passione. Come sono le rondini in un torrido pomeriggio settembrino?
Roma poesia eterna
Ecco un mio articolo sui poeti di Roma del secondo Novecento. Ho intervistato la scrittrice e poetessa Dacia Maraini che mi ha catapultata in una realtà passata ma sempre attuale, attraverso “l’anima liquida” della nostra città. Articolo disponibile sul numero di gennaio e febbraio di Leggere Tutti.
“Nell’atrio, in attesa”
Avete presente quando una poesia riesce a bloccarvi il fiato in gola, rendendo quella complessità, insita tra le parole e il bianco degli spazi, la necessaria ermeneutica della mente che tratta la carne e della carne che lavora il pensiero? È appena accaduto ciò, all’altezza dello sterno in subbuglio che si era accostato a unaContinua a leggere ““Nell’atrio, in attesa””
Il mito del gatto per Dario Bellezza
Il mito del gatto è un tema ricorrente in ogni forma d’arte. Per Dario Bellezza, i suoi amici solitari, nella loro innocenza animalesca rappresentano il tramite lirico tra il poeta e il suo travagliato io, dilaniato tra l’afflato alla provocazione e la depressione del decadimento sociale. Un gatto, si sa, vive una nobiltà intrinseca eContinua a leggere “Il mito del gatto per Dario Bellezza”