“Le campane”

Il pugnale della lingua nel plurale che tende alla sconoscenza – la posa del poeta che brandisce la violenza del vuoto – le cose lontane nel distacco del sé dalla bramosia del tempo – lo schianto ungarettiano che ricompone il lutto dello smarrimento – l’eleganza del segno netto sulla superficie inclinabile del suono.

Chi sono i poeti che “non sono mai nessuno”?

“Le campane”, Silvia Bre, Einaudi editore 2022.

Pubblicato da Gisella Blanco

Poetessa, giurista, animalista ed estremamente gattofila, buddista, anticlericale e tantissimi altri difetti!

2 pensieri riguardo ““Le campane”

Scrivi una risposta a Riccardo Infantino Cancella risposta