Hulme utilizza due immagini, una per narrare e una per lasciare immaginare, le integra, le rende reciproche dorsali liriche e, nell’abbandono del classicismo, si lascia poetare con una romantica modernità che è quasi sinapsi emotiva.
Archivi dell'autore:Gisella Blanco
“Autunno [I]”
T. E. Hulme, con intuito modernista, si prodiga di ricreare visioni della realtà che trasmettano intuizioni emozionali più che forme concrete. Nelle sue poesie, spesso brevi, compaiono coppie di immagini che si sovrappongono a significare il significante e a immaginare l’inimmaginabile che attinge dalla parola poetica (mai estetica) la vis creativa di esondare la finitezzaContinua a leggere ““Autunno [I]””
“Configurazioni dell’ultima riva”
Houellebecq sembra parlare di una parte del suo corpo, la analizza, la banalizza, la individua nella “riproduzione del dramma” che sembra levare valore a ogni altra cosa. E se stesse parlando, invece, d’una improvvisa, inaspettata vecchiaia della parola poetica e, in ultima analisi, non di un segmento ma di tutto se stesso? La verità èContinua a leggere ““Configurazioni dell’ultima riva””
“La vita è rara”
Houellebecq poeta sì o no, il mondo si divide, lo scrittore attanaglia, comprime e decomprime, insulta, provoca, aizza, è triviale, è laconico, è spregiudicato. E se quello spazio oltre l’infanzia esistesse davvero, potremmo accettare d’essere persone?
“I poeti resistono”
Da uno scorcio di “I poeti resistono” di Margaret Atwood si capisce quanto siano presuntuosi i poeti, e arroganti, e saccenti. E se qualcosa sanno sul sesso, sulla polvere, sulla paura, se qualcosa sanno, fanno: la scrivono. Ponte delle grazie Edizioni.
“Se ciò che scrivono i profeti”
William Blake riflette sulle cose sante, sugli dei pagàni, sulle dita puntate di Dio e su come i criminali vengano riabilitati alla salvezza del sacrificio sulle bocche dei profeti per le quali non riusciamo, fino in fondo, a sembrare educati.
“Non cercare mai”
William Blake ci avverte: l’amore non detto è, forse, quello che più rimane a dirsi in silenzio. Traduzione di Giuseppe Ungaretti, immagine di Blake. Poesia Mondadori.
“Canto d’un vecchio pastore”
Oltre l’inverno, oltre i tremori del corpo, l’innocenza di cui ci svestiremo tra qualche mese, c’è un uragano da cui non vorremo sfuggire e che sarà la misura di quanto è caldo il nostro cuore. William Blake tradotto da Ungaretti, Poesia Mondadori.
“La sabbia delle urne”
Una poesia incredibilmente intensa di Paul Celan, per chi ha delle urne da custodire e per chi non le ha. Per chi ha verde l’oblio, rosse le labbra, amaro il pube e profondo lo sguardo sotto al sopracciglio. Tratta dall’antologia italiana nottetempo.
Lettura di “Alla mia nazione” di Pier Paolo Pasolini.
Incredibile attualità attraverso una voce letteraria immortale e sempre stupefacente.