Houellebecq sembra parlare di una parte del suo corpo, la analizza, la banalizza, la individua nella “riproduzione del dramma” che sembra levare valore a ogni altra cosa. E se stesse parlando, invece, d’una improvvisa, inaspettata vecchiaia della parola poetica e, in ultima analisi, non di un segmento ma di tutto se stesso? La verità èContinua a leggere ““Configurazioni dell’ultima riva””
Archivi dell'autore:Gisella Blanco
“La vita è rara”
Houellebecq poeta sì o no, il mondo si divide, lo scrittore attanaglia, comprime e decomprime, insulta, provoca, aizza, è triviale, è laconico, è spregiudicato. E se quello spazio oltre l’infanzia esistesse davvero, potremmo accettare d’essere persone?
“I poeti resistono”
Da uno scorcio di “I poeti resistono” di Margaret Atwood si capisce quanto siano presuntuosi i poeti, e arroganti, e saccenti. E se qualcosa sanno sul sesso, sulla polvere, sulla paura, se qualcosa sanno, fanno: la scrivono. Ponte delle grazie Edizioni.
“Se ciò che scrivono i profeti”
William Blake riflette sulle cose sante, sugli dei pagàni, sulle dita puntate di Dio e su come i criminali vengano riabilitati alla salvezza del sacrificio sulle bocche dei profeti per le quali non riusciamo, fino in fondo, a sembrare educati.
“Non cercare mai”
William Blake ci avverte: l’amore non detto è, forse, quello che più rimane a dirsi in silenzio. Traduzione di Giuseppe Ungaretti, immagine di Blake. Poesia Mondadori.
“Canto d’un vecchio pastore”
Oltre l’inverno, oltre i tremori del corpo, l’innocenza di cui ci svestiremo tra qualche mese, c’è un uragano da cui non vorremo sfuggire e che sarà la misura di quanto è caldo il nostro cuore. William Blake tradotto da Ungaretti, Poesia Mondadori.
“La sabbia delle urne”
Una poesia incredibilmente intensa di Paul Celan, per chi ha delle urne da custodire e per chi non le ha. Per chi ha verde l’oblio, rosse le labbra, amaro il pube e profondo lo sguardo sotto al sopracciglio. Tratta dall’antologia italiana nottetempo.
Lettura di “Alla mia nazione” di Pier Paolo Pasolini.
Incredibile attualità attraverso una voce letteraria immortale e sempre stupefacente.
“La Rosa non ti somiglia”
La Rosa non ci somiglia, si segue la via di fuga dal pube alla coscia, si diventa saggi e senza sorpresa, il buio disidrata le vene e si cerca il proprio sangue lì dove non è mai stato. Leonardo Sinisgalli in Vidi le Muse.
“La luce ha la tua statura”
Sinisgalli amava cercare una misura nel verso che diventava quoziente del reale “da aumentare” con l’ontologia umana. Ma quella dose gnoseologica era più geometrica che matematica, più plastica che numerica. Come si misura un afflato?