“Antenati”

Cari amici #ILibrofili, vi propongo le strofe finali di “Antenati” di Cesare Pavese che descrive la solitudine dell’abitudine, la pietrificazione dell’indolenza, l’atto d’imparare le ghettizzazioni di generi, di luoghi e di tempi, del consolidarsi in tutti e nessuno. Ogni cosa è immobile nel movimento del ricordo.
Questa è una antica edizione Poesia Mondadori del 1970.

Pubblicato da Gisella Blanco

Poetessa, giurista, animalista ed estremamente gattofila, buddista, anticlericale e tantissimi altri difetti!

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