Oggi su Il Foglio cerco di delineare un quadro della poetica di Alberto Bertoni, a partire dal suo ultimo libro di poesia dato da poco alle stampe da Einaudi editore, “Semplici abbandoni”.
Tra il rifiuto dell’olio di oliva e l’amore saldo e perpetuo per la sua Modena, Bertoni traccia una sottile e precisa linea esistenziale di quei micro rapporti che sostengono la vita di ogni individuo e la sfera pubblica dove l’io e il noi, talvolta, possono coincidere. Un passaggio da Levinas era d’obbligo.
Buona lettura!
