Su minima&moralia vi parlo di “Macchine del diluvio” di Stefano Massari (MC Edizioni), e del progetto Zona Disforme (condotto da Stefano e Carlotta Cicci), tra poesia, disformità necessarie, decomposizione del sacro e ricomposizioni nell’atto erotico-amoroso.
“Non un ‘pensiero perverso’ al modo pur intelligentemente depresso di Ottieri, ma la più pura (talvolta perfino gioiosa) perversione del pensiero, dove non si cade in semplicistici giudizi ma ci si concede alla libertà del dire, del pronunciare, dell’essere puramente nella parola”.