Sul numero 68 – fall 2025- di Gradiva, vi parlo di “Corpi solubili” di Mario De Santis, pordenonelegge.it Samuele Editore 2023.
Ci sono opere stratificate che abbisognano di tempo per essere rilette, ri-comprese. “Restare nelle cose”, come dice il poeta: forse anche nel testo, luogo di incontri e di scontri, di inquietudini profonde, memorie e bilanci.
Tra Roma e Milano (come ebbe a dire Emanuele Trevi, De Santis è l’unico poeta romano della linea lombarda, ma forse questa definizione si dovrebbe ampliare delle moltissime suggestioni culturali di cui è ricca la sua poesia), la “dissimmetria” a cui ci sottopone l’esistenza rimane un prezioso pungolo per il linguaggio che è anche un po’ la coscienza, quanto meno per chi l’arte la vive nel corpo, solubile – con un poco di cinismo – ma pur sempre refertabile nella storia, memorabile.
Ringrazio come sempre Alessandro Carrera, Mario Fresa e Plinio Perilli per l’accoglienza e la fiducia.
