10 miei inediti su Smerilliana, nota di Mario De Santis

Papà, papà
mi sono svegliata mentre
rovistavo tra i tuoi polmoni,
cercavo di risalire alla gola,
per le corde vocali che mi
terrorizzavano, volevo scoprire
da dove venisse tutta questa mia nausea,
le orecchie esposte al taglio del vento,
il sopravvento del tremore al posto
della pelle, volevo saper riconoscere
la parola sospesa tra i tuoi occhi,
avevo la vista annebbiata, poteva essere
rabbia o intuizione, cercavo la via
che portava alla tua lontananza,
non poteva che essere dentro la
tua carotide, e non riuscivo a ucciderti
mentre mi insanguinavo le mani
di tutta la paura che mi aveva messa
al mondo, prossima al tuo corpo
vorace, papà, ho trovato solo questa
parola, papà, potrebbe esserti palpebra
o ultimo rantolo, papà, da sveglia
suona muta.

Ci sono giorni che il corpo della figlia
batte più forte contro le pareti della testa,
lo smalto delle unghie non regge agli urti
con le cose, sempre più dolorose, le rose
senza spine pungono con l’odore
e il correlativo oggettivo insegna che
non si può imparare dagli oggetti, dagli
imperfetti dei modi, eppure si continua
a vivere di metafore, nel respiro che crocifigge
l’attimo nella gola, dentro il flusso lungo
del fiato, nell’incavo del sistema
di nervi che si accavallano, che scalciano di notte
con gambe di donna, che espellono
la madre, l’origine inversa, la movenza nascosta,
il momento ingiusto del dire, il dire indetto, il diretto.

Il suono della sveglia è entrato
dentro al sogno, è diventato lo squillo
di un telefono sul frigorifero Kelvinator
nella vecchia cucina della casa d’infanzia,
era sera come in tutta l’età della bambina,
una pigrizia recondita, guadagnata da lontano,
com’è strano dormire tornando all’indietro,
sulle cupole del crollo, nella caverna del collo
esile di molti tempi trascorsi, e che fortuna
essermi soccorsa, appena in tempo,
e nel frattempo dormire ogni tanto,
nello schianto dell’insonnia intervallato
da sonni profondi come il pianto.

Questi testi inediti sono miei. Sono estremamente grata a Enrico D’Angelo, direttore di Smerilliana, e Mario Fresa, per aver accolto 10 mie poesie nel numero 28 del 2025, edizione – come ogni numero di Smerilliana – ricca, curatissima e piena di alte suggestioni culturali e autori di grande valore come Mariella DE Santis, Rosanna Bazzano, Eugenio Lucrezi, Simone Gambacorta, Giovanna Frene, Rosaria Lo Russo e moltissimi altre e altri.

Le mie 10 bestioline semantiche sono accompagnate da una strepitosa nota critica di Mario De Santis, che ringrazio immensamente per l’approfondimento che ha operato attraverso una lettura attenta e trasversale tra letteratura, filosofia e intuito ermeneutico.
Scrive De Santis: “Blanco da voce alla costruzione di un pensiero per tasselli (parola chiave nella prima poesia) ma è alle prese con una spinta contraria in cui è il “desiderio”, inteso – anche se nelle figure classiche, montaliane di un “tu ideale” a cui rivolgersi – ad essere portante, il desiderio come flusso che s’inscrive sulla superficie di corpi, sulla “pelle”. A chi scrive sembra di rilevare una particolare interpretazione di una linea filosofica che parte da Platone, che qui sembra più farsi viva per come la interpreta Deleuze o una certa scuola post-lacaniana. Il desiderio nella sua forma di eros, per accenni teatralizzato, ma più profondamente inteso (e non slegato dal dato sensuale) come fenomeno della conoscenza, in un certo senso capace di disarticolare il pensiero stesso. Ed è quello a cui punta la macchina desiderante della poesia”.

Qui ne metto tre, che mi sembra guaiscano dalla pagina. Per la prima ho già pensato a una possibile modifica: “da sveglia/suono muta”. Come sapete, per me la revisione è un’ossessione che ha anche qualcosa di biologico, esattamente come i corpi che cambiano, invecchiano, si ammalano e poi. Bestie umane, le poesie, pensando anche un po’ a Roth.

La fotografia è di Dino Ignani, che ringrazio sempre per questo scatto che ha qualcosa di simbolico.
Questa volta un post lungo su di me, ma tant’è.

Pubblicato da Gisella Blanco

Poetessa, giurista, animalista ed estremamente gattofila, buddista, anticlericale e tantissimi altri difetti!

Lascia un commento