Per il numero di luglio di Leggere:tutti, ho “interrogato” Renato Minore sulla presenza e sull’assenza della Capitale, città d’adozione del poeta, nei suoi versi.
Con un brillante passaggio dall’intelligenza artificiale che ha diligentemente risposto in modo sbagliato, Renato ha sviscerato la faccenda, regalandoci un bellissimo ricordo del suo incontro con Ungaretti a Roma.
A partire dall’auto-antologia Ogni cosa è in prestito (La nave di Teseo), un excursus della poetica di Minore, proprio a partire dall’apparente grande assente: la città.
Buona lettura, trovate la rivista in edicola e in libreria.
(La fotografia è di Dino Ignani).

